IL LAGOTTO ROMAGNOLO

IL LAGOTTO

Il Lagotto Romagnolo è un cane specializzato nella ricerca del tartufo su qualsiasi tipo di terreno; si tratta dell’unica razza esistente al mondo specializzata nella ricerca del prezioso tubero. Grazie ad una lunga selezione, l’istinto venatorio è stato cancellato, affinché il cane non venga più distratto dal selvatico durante la ricerca.

Affettuoso e legatissimo al padrone, è anche un eccellente cane da compagnia, molto addestrabile e ottimo compagno di vita per i bambini.

Inoltre, la razza ha una scarsa propensione all’abbaio e non presenta aggressività con altri cani o specie.

Il pelo è lanoso con riccio ben chiuso ed uniformemente distribuito su tutto il corpo e a crescita continua con la caratteristica di esser ipoallergenico. Il lagotto è praticamente esente da muta, il sottopelo rimane aggrovigliato al pelo di copertura. È sufficiente una regolare toelettatura una o due volte l’anno.

Cane di mole medio-piccola con aspetto generale rustico, forte e ben proporzionato, se ne intuisce la funzionalità nel lavoro. L’espressione è attenta, intelligente e vivace. I maschi devono avere una altezza al garrese di 43–48 cm (ideale 46 cm) e devono pesare 13–16 kg. Le femmine devono avere una altezza al garrese di 41–46 cm (43 cm è l’ideale) e un peso di 11–14 kg. Tolleranza di 1 cm, in più o in meno.

LA STORIA

Il nome di Lagotto deriva quindi, sicuramente, dalla sua funzione primitiva di cane da acqua. Del resto nel dialetto romagnolo “Càn Lagòt” è sinonimo di “cane da acqua” o “cane da caccia in palude dal pelo riccio e ispido”.

Infatti era in origine impiegato come cane da riporto d’acqua nelle zone di Comacchio e nelle zone paludose di Ravenna. Parallelamente a questa attività venatoria il Lagotto Romagnolo svolgeva una meno nota attività di ricerca del tartufo che successivamente ha preso il sopravvento fino a specializzare la razza in modo esclusivo nell’intero panorama mondiale, soprattutto perché la razza è molto recettiva all’addestramento e possiede una buona attitudine alla ricerca e un notevole olfatto.

Le origini molto antiche di questa razza trovano testimonianza sia nelle immagini ritrovate in alcune necropoli etrusche che in un famoso affresco del Mantegna.

Verso la metà degli anni 70 un gruppo di valenti cinofili romagnoli diedero impulso alla ricostruzione genetica del Lagotto, con la fondazione del Club Italiano Lagotto “Quintino Toschi”, avvenuta a Imola nel 1988, che oggi annovera circa 300 soci in tutto il mondo, si sono creati i presupposti per il riconoscimento ufficiale della razza da parte dell’ENCI (nel 1992) e della FCI (nel 1995). In questi anni, la razza sta avendo una costante e capillare diffusione a livello europeo e mondiale.

LA SALUTE

In generale il Lagotto è un cane molto rustico e longevo, ma può esser soggetto a delle patologie ereditarie. Compito dell’allevatore è di garantire che i riproduttori non presentino e non trasmettano queste malattie.

DISPLASIA DELL’ANCA

Patologia che consiste nella malformazione dell’articolazione coxo-femorale che si sviluppa durante l’accrescimento. La displasia dell’anca è una patologia multifattoriale, ossia numerosi fattori, quali genetici, ambientali, nutrizionali, entrano in gioco.

I riproduttori vengono testati dai 12 mesi con delle radiografie effettuate da veterinari abilitati dalle due centrali di lettura in Italia (CeLeMasche e FSA). L’ENCI consiglia di utilizzare in riproduzione soggetti di grado A, B, C (da valutare).

EPILESSIA GIOVANILE

L’epilessia benigna giovanile (BFJE) è una malattia ereditaria neurologica che si manifesta nei cuccioli affetti a partire dalle 5°-9° settimane di età e regredisce spontaneamente intorno alla 8°-13° settimana. Recentemente è stato scoperto il gene che causa questa patologia ed è stato creato un test genetico che permette di distinguere i cani sani (clear o normal), dai portatori (carrier) e dagli affetti (affected).

MALATTIA DA ACCUMULO LISOSOMIALE

Malattia neurodegenerativa ereditataria, a carattere autosomico recessivo (un singolo gene codifica la trasmissione alla prole).

E’ caratterizzato da un movimento scoordinato, da movimenti involontari dell’occhio e da cambiamenti comportamentali, quali aggressività. L’insorgenza dei sintomi è variata da 4 mesi a 4 anni.

E’ stato creato un test genetico che permette di differenziare i soggetti sani (clear o normal), i soggetti portatori (carrier) o i malati (affetti).

ATROFIA PROGRESSIVA DELLA RETINA

La prcd_PRA ( Pro-rod-cono-degeneration) provoca la degenerazione e la morte delle cellule della retina, dietro l’occhio, anche se queste cellule si sviluppano normalmente nella prima fase di vita del cane. Il cane inizia ad avere una cecità notturna e con l’aggravamento della malattia perde anche la funzione visiva alla luce del giorno fino ad avere una totale cecità ad entrambi gli occhi.

La malattia non è dolorosa e il cane si abitua alla perdita della vista perche compenseranno con l’udito e l’olfatto.

La malattia è ereditaria in modo recessivo, e nel 2015 è stato studiato un test per il Lagotto romagnolo dove è possibile identificare soggetti normali, portatori e affetti.

FURNISHING

i cani affetti presentano un mantello diverso da quello caratteristico, perchè hanno zampe e muso a pelo corto rispetto al resto del corpo che non presenta il consueto ricciolo.

E’ possibile testare i Lagotti per distinguere soggetti: sani, portatori e affetti.

ATASSIA CEREBELLARE

I segni clinici e il tempo di inizio sono simili al Lysosomal Storage disease e quindi non è possibile fare una diagnosi basata solo sui sintomi del cane. La causa genetica dell’atrofizzazione cerebellare progressiva non è stata ancora individuata, ma vi è una ricerca in corso che mira a far luce.