Bovaro dell'Appenzell

La prossima cucciolata è prevista per metà Agosto 2018. 

I futuri genitori saranno Zara&Phil

L’APPENZELL

Il Bovaro dell’Appenzell é un cane per la conduzione degli animali, cane da pastore, da guardia e da fattoria; al giorno d’oggi anche polivalente cane d’utilità e cane da famiglia.Cane tricolore, di taglia media, compatto, quasi inscrivibile in un quadrato, ben proporzionato ed armonico in tutte le sue parti. Muscoloso, mobilissimo ed agile, ha un’espressione maliziosa.

La taglia, al garrese, è di 50-58 cm per i maschi e 48-56 cm per le femmine, con un peso all’incirca tra i 25 e i 30 kg.
Pelo corto, fitto e lucente; nero, con focature marrone-rossiccio e zone bianche; esiste anche una varietà color avana.

Caratteristica della razza è la coda arrotolata sopra la groppa o leggermente di lato, molto simile ad un “corno da caccia”
Molto tipica è anche la bella testa triangolare, sottolineata dai triangoli formati dalle orecchie quando il cane è in attenzione.
 
Nell’insieme è un cane tonico, armonico con portamento fiero ed attraente.

Razza dalle grandi qualità caratteriali, sul lavoro con il bestiame esprime coraggio e serietà ed obbedienza ai comandi del padrone. Il Bovaro dell’Appenzell è molto intelligente e facilmente addestrabile, devoto al padrone. E’ sicuro di sé, talvolta testardo e con forte personalità che va conosciuta e rispettata. Per dare il meglio di sé ha bisogno di vivere in un contesto dinamico e di una educazione con regole chiare e coerenti.

LA STORIA

Nel 1853, in un libro intitolato “Tierleben des Alpenwelt ” (la vita degli animali sulle Alpi), il Bovaro dell’Appenzell è stato descritto per la prima volta, come “un bovaro pluricolore dal pelo corto, di taglia media, dalla voce limpida, che si può trovare in certe regioni; ha l’aspetto di Spitz molto omogeneo, utilizzato sia per la guardia alle fattorie che per radunare i gregge.”

Nel 1895, il capo delle guardie forestali Max Sieber, uno dei grandi promotori della razza, chiese alla Società Cinologica Svizzera (SCS) di prendere delle misure per la salvaguardia del bovaro dell’Appenzell. Nel 1898, il Consiglio di Stato del Cantone di St. Gall mise a disposizione la somma di Fr. 400 per promuovere l’allevamento della razza. Su richiesta della SCS, fu poi creata una commissione. Questa fissò le caratteristiche della razza e, in occasione di una Fiera ad Altstätten, furono presentati 9 maschi e 7 femmine, i cui proprietari ricevettero premi che andavano da Fr. 5 a 10. Più tardi, alla fine del 1998, nella prima esposizione internazionale di Winterthur, 8 bovari dell’Appenzell furono presentati nella classe sperimentale “ cani da montagna e bovari svizzeri”. Dietro sollecitazione del Prof. Albert Heim, che si era consacrato alla salvaguardia della razze da bovaro svizzere, e quindi anche all’Appenzell, nel 1906 fu creato il “Club svizzero del bovaro dell’Appenzell”, con lo scopo di promuovere la razza mantenendone la naturale semplicità. L’iscrizione obbligatoria dei cuccioli nel “Libro delle origini del bovaro dell’Appenzell” segnò l’inizio dell’allevamento come pura razza. Nel 1914, il Porf. Albert Heim redasse il primo valido standard di razza. La regione d’origine della razza era la contrada d’Appenzell; oggi il suo allevamento si pratica in tutta la Svizzera e, al di là delle frontiere, in un buon numero di paesi europei. Il nome “bovaro dell’Appenzell” designa oggi un’entità chiaramente definita e nettamente distinta dalle altre razze da bovaro svizzere. Benché il bovaro dell’Appenzell abbia trovato molti estimatori, l’allevamento è molto limitato; solo un allevamento molto attento e consapevole permetterà di consolidare e approfondire i suoi caratteri ereditari nella loro naturale semplicità.

LA SALUTE

DISPLASIA DI ANCA

Patologia che consiste nella malformazione dell’articolazione coxo-femorale che si sviluppa durante l’accrescimento.

La displasia dell’anca è una patologia multifattoriale, ossia numerosi fattori influenzano la comparsa di questa patologia, quali: fattori genetici, fattori ambientali, fattori alimentari. La modalità di trasmissione ereditaria è di tipo poligenico.

L’esame radiografico ufficiale viene effettuato, da un veterinario autorizzato delle centrali di lettura (CeLeMasche e FSA), dall’età di 12 mesi.Lo studio radiografico permette di di classificare la displasia dell’anca in cinque gradi: Grado A (normale), Grado B (quasi normale), Grado C (displasia leggera), Grado D (displasia moderata) e Grado E (displasia grave). L’ENCI ammette per la riproduzione soggetti di grado A, B, C (da valutare).

DISPLASIA DI GOMITO

Patologia scheletrica tipica del cane in accrescimento; comporta uno sviluppo anomalo dell’articolazione del gomito con comparsa progressiva di artrosi e dolorabilità espressa con zoppia variabile e diminuzione della mobilità dell’arto.

La displasia del gomito comprende quattro patologie primarie, quali: – FCP (frammentazione del processo coronoideo), – OCD (osteocondrite dissecante del del condilo omerale mediale), – UAP (mancata unione del processo anconeo dell’ulna) – INC (incongruenza articolare).

La displasia del gomito è una patologia multifattoriale con dei fattori predisponenti quali l’osteocondrosi, la crescita asincrona tra radio e ulna, lo stress, il tipo e la qualità di esercizio fisico, una corretta e bilanciata alimentazione e la componente genetica.

La diagnosi viene effettuata con uno screening radiografico effettuati da veterinari abilitati dalle Centrali di Lettura (CeLeMasche e FSA) dai 12 mesi, e le Centrali di lettura effettuano adottano una classificazione unica di 5 gradi: 0 (normale), BL (borderline), 1 (displasia leggera), 2 (displasia moderata), 3 (displasia grave). L’ENCI ammette alla riproduzione i soggetti co grado 0, BL e 1.

LUSSAZIONE DI ROTULA

La lussazione rotulea è un’affezione ortopedica dello sviluppo che consiste nella dislocazione della rotula dalla sua posizione fisiologica all’interno del solco trocleare del femore distale; la lussazione rotulea rappresenta un sintomo di malallineamento dell’arto pelvico e può presentarsi mediale o laterale, in funzione delle linee di forza determinate dalla conformazione dell’arto. L’eziopatogenesi della lussazione rotulea è principalmente di origine displasica ed è sempre associata ad alterazioni multiple dell’arto pelvico che portano ad una deviazione dell’asse femoro-tibio-rotuleo. La lussazione rotula, nei soggetti di taglia medio-grande, è di tipo laterale.

La diagnosi di lussazione rotulea è principalmente clinica, effettuata mediante palpazione e manipolazione del ginocchio e della zampa. Si associa una zoppia che è di diversa entità in relazione ai gradi di lussazione, alla gravità delle lesioni articolari ed alla taglia del cane, con una sintomatologia maggiore nei cani più pesanti. Talvolta la lussazione di rotula può favorire la rottura del legamento crociato craniale.

Il grado di lussazione è classificato da un veterinario abilitato (CeLeMasche e FSA)mediante la visita clinica in 4 gradi. Poiché per la riproduzione selezionata la demarcazione tra i soggetti accettati per la riproduzione è tra il grado 1° e 2°, è molto importante saperli distinguere con precisione. Mentre la diagnosi del grado 2 e superiori è agevole, la differenziazione tra grado 1 e 2 è senz’altro più difficile e richiede un’esperienza specifica.